dicembre 2017 - FMSLEX

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Novita’ in tema di divorzio: come quantificare l’ assegno di mantenimento?

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La Corte di Cassazione ha nei mesi scorsi radicalmente cambiato la giurisprudenza sul tema degli assegni di mantenimentoriconosciuti agli ex coniugi dopo il divorzio, indicando che il criterio più importante per stabilirne la necessità e l’eventuale misura non sarà più il mantenimento dello stile di vita matrimoniale, ma la capacità dell’ex coniuge che fa richiesta dell’assegno di potersi mantenere autonomamente.

La Corte di Cassazione è arrivata a questa conclusione dovendo decidere sul ricorso di una donna contro la decisione della Corte di Appello di Milano che le aveva negato l’assegno di mantenimento, stabilendo che mancasse della documentazione sulla situazione dei suoi redditi e che invece quelli dell’ex marito avessero subìto una contrazione dopo il divorzio. La Cassazione ha dato ragione alla Corte d’Appello, spiegando nelle motivazioni della decisione che bisogna «superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come ‘sistemazione definitiva’» perché è «ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile».

La Cassazione, quindi, ha stabilito che «non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale», descrivendo questo orientamento giurisprudenziale come ormai superato a livello storico e culturale, e aggiungendo che «il rapporto matrimoniale si estingue non solo sul piano personale ma anche economico-patrimoniale, sicché ogni riferimento a tale rapporto finisce illegittimamente con il ripristinarlo, sia pure limitatamente alla dimensione economica del tenore di vita matrimoniale, in una indebita prospettiva di ultrattività del vincolo matrimoniale». La sentenza stabilisce quindi che l’assegno di mantenimento debba essere stabilito in base ad altri criteri, riconducibili a quello generale dell’autosufficienza dell’ex coniuge che ne fa richiesta, a cui spetterà l’onere di dimostrare di averne realmente bisogno: «Se è accertato che (il richiedente) è economicamente indipendente o effettivamente in grado di esserlonon deve essergli riconosciuto tale diritto».

La sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito anche quattro parametri per stabilire se il richiedente abbia diritto all’assegno di mantenimento: il possesso di un reddito, il possesso di patrimoni mobiliari e immobiliari, la capacità di lavorare (in relazione alla salute, all’età, al sesso ed al mercato del lavoro indipendente o autonomo) e la disponibilità di un’abitazione. Spetterà quindi a chi chiede l’assegno dimostrare di non avere redditi sufficienti per il proprio mantenimento e «allegare specificamente (e provare in caso di contestazione) le concrete iniziative assunte per il raggiungimento dell’indipendenza economica, secondo le proprie attitudini e le eventuali esperienze lavorative».

Quali sanzioni sono previste per la guida in stato di ebbrezza?

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Sanzioni per guida con tasso alcolemico tra 0,51 e 0,8 g/l

Mettersi alla guida con un tasso alcolemico compreso tra 0,51 e 0,8 grammi per litro non costituisce reato penale. La sanzione amministrativa consiste in una multa che va da un minimo di 527 a un massimo di 2.108 euro, a cui si aggiunge la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo che va da tre a sei mesi.

In tal caso il veicolo può essere guidato da un altro passeggero che abbia un tasso alcolemico non superiore a 0,5 g/l e può essere lasciato in consegna al proprietario o in un’autorimessa. Se non ci fosse un’altra persona idonea a spostare il veicolo, questo verrà recuperato da un carro attrezzi a carico del trasgressore.


Sanzioni per guida con tasso alcolemico 0,81 e 1,5 g/l

Mettersi alla guida con un tasso alcolemico compreso tra 0,81 e 1,5 grammi per litro costituisce reato penale punibile con l’arresto fino a 6 mesi, una multa che va da 800 a 3.200 euro e la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo che va da sei mesi a un anno.


Sanzioni per guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l

Si tratta della soglia sopra la quale vengono applicate le sanzioni massime previste in caso di guida in stato di ebbrezza: arresto da sei mesi a un anno, multa che va da 1.500 a 6.000 euro e sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo che va da uno a due anni.

È inoltre prevista la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, tranne se tale veicolo sia intestato a persona diversa da quella che ha commesso il reato. In tal caso, quindi, il veicolo non viene confiscato ma viene raddoppiata la durata della sospensione della patente, che quindi passa da un minimo di due a un massimo di quattro anni.


Incidente in caso di guida in stato di ebbrezza

Qualora il conducente in stato di ebbrezza provochi un incidente stradale, le sanzioni previste dal Codice della Strada sono raddoppiate, è prevista la sanzione accessoria della revoca della patente ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo con cui è stato provocato l’incidente per un periodo di 180 giorni, eccetto nei casi in cui il veicolo è intestato ad un soggetto diverso da quello che ha provocato l’incidente.


Tasso alcolemico zero per neopatentati

In base a quanto disposto dal Codice della Strada, i minori di 21 anni e tutti i soggetti neopatentati (ovvero che abbiano conseguito la patente da meno di tre anni) non possono guidare dopo aver assunto sostanze alcoliche, in quanto il limite imposto è di zero grammi per litro.

La multa prevista per i neopatentati alla guida in stato di ebbrezza accertata con tasso alcolemico inferiore a 0,5 g/l è fino a 624 euro, mentre in caso di tasso alcolemico superiore si applicano le sanzioni previste dal Codice della Strada aumentate di un terzo.

Tolleranza zero anche per i guidatori professionali che svolgono l’attività di trasporto di merci o di persone e per i conducenti di veicoli con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate, con sanzioni raddoppiate in caso di guida in stato di ebbrezza accertata e revoca della patente con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.

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