FIDEIUSSIONE POCO TRASPARENTE? POSSIBILE LIBERAZIONE.

A molti sarà successo di prestare garanzie bancarie in favore di una società, un familiare ecc.

Precisiamo da subito che la garanzia fideiussoria bancaria della quale ci occuperemo espone il patrimonio personale alle azioni di recupero del credito nei confronti dell’obbligato principale.

Vi sono possibilità di difesa per il fideiussore? La Cassazione ha preso in esame alcune ipotesi in cui la poca trasparenza della Banca ha portato alla dichiarazione di nullità della fideiussione.

Gli obblighi di trasparenza bancaria valgono anche nei confronti del fideiussore sia all’inizio del rapporto principale che per tutta la durata dello stesso.

La Cassazione con sentenza n. 16827/16 ha liberato il fideiussore dichiarando la nullità della fideiussione medesima poiché la Banca non aveva rispettato gli obblighi di trasparenza e buona fede nell’esecuzione del contratto. Nel caso concreto, come spesso accade nella pratica ordinaria, la Banca non si era premurata di informare il garante-fideiussore dell’aggravamento del rischio dovuto al peggioramento delle condizioni economiche del garantito. In pratica aveva concesso al debitore principale nuovi cospicui finanziamenti mantenendo anche quelli originari proprio basandosi sulla solvibilità del fideiussore omettendo di informare il garante dell’aumento del rischio. Per tale motivo la Suprema Corte ha ritenuto che la Banca avesse infranto il principio di buona fede contrattuale che trova fondamento normativo nell’art. 2 della Costituzione e negli artt. 1175 e 1375 cod.civ.

Le modifiche del 1992 (legge 17 febbraio 1992 n. 154) sulla disciplina della fideiussione bancaria sono state proprio dettate dall’esigenza di tutela del fideiussore. Dopo la previsione di un limite massimo alle cosiddette fideiussioni omnibus è stato previsto (art. 1956 cod. civ.) che il fideiussore vada informato qualora la Banca intenda concedere nuovi finanziamenti al garantito le cui condizioni economiche siano peggiorate senza informare il fideiussore. Quest’ultimo deve espressamente autorizzare il finanziamento, diversamente la garanzia potrebbe essere nulla.

Il comportamento della Banca e il rispetto degli obblighi di buona fede dovranno essere di volta in volta sottoposti al vaglio giudiziario per il singolo caso concreto. L’aver concesso ulteriore credito senza la speciale autorizzazione del fideiussore prevista dall’art. 1956 cod.civ. potrebbe invalidare l’intera fideiussione e non solo il singolo finanziamento erogato senza autorizzazione del fideiussore.

Attenzione! L’art. 1956 cod.civ. prevede altresì che la preventiva autorizzazione rilasciata al momento del sorgere del rapporto fideiussorio è nulla poichè la Banca dovrà richiederla al fideiussore per ogni nuova singola concessione di credito all’obbligato principale.

Tali principi sono espressi anche nell’ordinanza della Cassazione n. 32774 del 13.12.2019 con la specificazione che non solo la violazione dell’obbligo di buona fede nei confronti del fideiussore può invalidare l’intero rapporto fideiussorio ma, ove provato, potrebbe generare l’obbligo a carico della Banca di risarcire i danni subiti dal fideiussore. In tema di interpretazione dell’art. 1956 cod. civ. la Cassazione ha ribadito che è obbligo del creditore (la Banca) proteggere l’interesse del fideiussore a pena di liberazione del fideiubente della garanzia prestata. L’onere probatorio circa la corretta informazione del fideiussore che deve autorizzare le nuove concessioni di credito grava sulla Banca che ha l’obbligo di informare con la diligenza qualificata “dell’homo eiusdem condicionis et pofessionis” circa i rischi connessi al peggioramento delle condizioni economiche del debitore principale.

Affinché un caso possa rientrare nelle previsioni dell’art. 1956 cod.civ. occorrerà quindi prestare molta attenzione alle circostanze concrete di svolgimento del rapporto.

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